Scheda incarichi progettazione

Progetto: arch. Michele Pasotti
Progetto del verde: Dott.ssa Catia Nanni
Consulenza archeologica: Dott. Xabier Gonzalez
Coordinamento sicurezza: Arch. Franco Gaddoni
Studi Geologici e idrogeologici: Dott. Davide Sasdelli

Note illustrative sul Progetto

La sistemazione del Monumento ai Caduti nel Giardino “Stefanino Curti” risponde a due obiettivi:

- conservare e riqualificare il giardino, che conserva elementi distintivi rilevanti;
– valorizzare in un nuovo contesto il Monumento ai Caduti, la storia e il significato che rappresenta.

Il progetto dunque ha cercato di valorizzare le caratteristiche qualificanti sia del giardino che del Monumento, armonizzandole dando vita ad un nuovo spazio. Si è posta dunque attenzione al  rapporto degli spazi verdi del giardino esistente rispetto a quelli esterni, cercando con l’inserimento del Monumento di non  stravolgere l’area, creando un corretto rapporto spaziale e volumetrico.

I temi fondamentali che hanno guidato il percorso progettuale sono i seguenti:
  1. il Monumento ai Caduti  della I guerra mondiale nel percorso della memoria
  2. inserimento del monumento e relazione con il contesto
  3. rappresentazione del valore della memoria e luogo per il raccoglimento

IL MONUMENTO AI CADUTI  DELLA I GUERRA MONDIALE NEL PERCORSO DELLA MEMORIA

Il Tavolo Tecnico Istituito nel 2008 dalla Direzione Regionale per i Beni Culturali nell’ambito degli accordi tra Ministero e Comune di Imola, ha fatto propria la proposta  avanzata dal Coordinamento delle Associazioni d’Arma Imolesi di inserire il Monumento nel giardino Curti in un ideale “percorso della Memoria” che  “parte e si chiude nel centro della città” di Imola e che collega alcuni dei “monumenti e luoghi che ricordano la sua storia, le sue vicissitudini e sofferenze”. Nel progetto non si è pertanto limitato l’intervento alla sola area circostante il Monumento, ma si è estesa a tutto il giardino, dando corpo a una delle tappe del percorso della memoria indicato. Tale percorso attraversa  in senso est-ovest tutto il giardino ponendosi inoltre quale elemento ordinatore dello spazio e delle funzioni che ivi già si svolgono non stravolgendole ma attraversandole pur individuandole più specificatamente e diventando l’elemento di collegamento tra le une e le altre.

INSERIMENTO DEL MONUMENTO E RELAZIONE CON IL CONTESTO

Nell’iter del progetto si è cercata costantemente la fusione di elementi naturali e di elementi costruiti attorno all’emergenza del Monumento ai Caduti.

La forma allungata e irregolare e le funzioni che già vi si svolgono portano dunque alla scelta di concepire il giardino come una successione di spazi interrelati ove ognuno è un microcosmo e il cui elemento unificatore è il percorso immerso nel verde.

In tal senso la presenza del Monumento è dominante lo spazio da un punto di vista dimensionale, ma si relaziona con gli elementi naturali esistenti e di progetto in un rapporto di dialogo costante; così la presenza del filare di pioppi si confronta per forma e dimensioni con il monumento e nel contempo ne stabilisce un filtro naturale rispetto alla presenza della pista ciclabile, del parcheggio e della strada.

La massa dei Cedri, i Tigli,  le specie variegate di Pini,  diventano sfondo naturale e in gran parte sempreverde alle prospettive lunghe del monumento  definite dagli elementi antropici di progetto.

RAPPRESENTAZIONE DEL VALORE DELLA MEMORIA E LUOGO PER IL RACCOGLIMENTO

La progettazione dello spazio del giardino è fatta di spazi successivi curvilinei che si succedono, attenuandone  le spigolosità senza imbrigliarlo in orditure, partizioni dello spazio che andrebbero inevitabilmente a scontrarsi con la sua vocazione naturalistica. Al contrario la rigidità compositiva del Monumento con le sue quattro “facciate” e il  senso di centralità che inevitabilmente assume in qualsiasi luogo ove venga eretto necessita di una progettazione ove vengano esaltate simmetrie e percorsi prospetti oltre a disegno geometrico dello spazio circostante. Tali due istanze sembrano apparentemente contrastanti, al contrario l’obiettivo è stato quello di esaltare le seconde, inserendole in un più ampio contesto in cui le prime fungono da caratteristica dominante dello spazio.

L’inserimento del Monumento nel Giardino nel punto centrale rispetto ai filari di tigli e di pioppi dell’area più libera da alberi permette il rispetto dell’esistente e consente di dare il necessario respiro attorno all’opera monumentale che è ben visibile da tutte le posizioni sia sui percorsi pedonali che carrabili circostanti.  L’ingesso nell’area è sottolineata oltreché dalla variazione di linguaggio degli elementi architettonici precedentemente descritta anche dall’inserimento di una lastra in bronzo nei 4 punti di ingresso sul percorso rettilineo che conduce al monumento con la scritta “Monumento ai caduti della I guerra Mondiale” e gli stemmi del Comune e della Repubblica.

Si è cercato di reinterpretare il luogo dandogli quelle caratteristiche di raccoglimento  e luogo della memoria che mai ha avuto nel centro della piazza principale di Imola, a tale scopo diversi elementi  si ergono dal piano di calpestio  diventando panchine e sedute rivolte verso il Monumento:  la volontà è quella di esprimere il significato  più aderente allo spirito  di chi ha voluto un Monumento alla memoria; luogo di sublimazione dei concetti di raccoglimento e di ricordo di persone che hanno subito una guerra ormai lontana e che rivivono per e nella nostra pace.

Materiali e pavimentazione

Nella pavimentazione attorno al Monumento, seguendo anche una sollecitazione degli organi di tutela si è previsto l’ampio riutilizzo dei ciottoli che facevano parte del manto ora smontato e accatastato in piazza Matteotti;  i percorsi e le panchine circostanti sono realizzati con pietra arenaria in lastre, mentre nel percorso nel giardino viene utilizzato calcestruzzo colorato architettonico o “chromofibre” dei colori nei toni delle terre.

E’ previsto il recupero dei vecchi lampioni in ghisa facenti parte dell’assetto in Piazza Matteotti che, già restaurati nel 2006, saranno collocati ai quattro angoli circa alla stessa distanza della posizione originaria, mentre le lapidi con i nomi dei caduti saranno rimontate sul monumento durante la fase di ricollocazione .
Lungo il percorso nel giardino e le altre aree, non prettamente pertinenziale del Monumento verranno collocati lampioni a disegno moderno  anche a sottolinearne la diversa vocazione.
Il lavoro descritto in queste note è frutto di un percorso condiviso e sollecitato dagli organi di tutela ministeriali con cui ci si è confrontati sia in sede di Tavolo tecnico sia durante il percorso autorizzativo di seguito sintetizzato:

  • Autorizzazione di massima con richiesta di modifiche della Soprintendenza Architettonica prot. 1354329 del 29-09-2009
  • Autorizzazione della Soprintendenza Archeologica prot. 12343 del 12-11-2009
  • Autorizzazione di massima con prescrizioni della Soprintendenza Architettonica prot. 15990 del 13-11-2009
  • Autorizzazione di massima con richiesta di modifiche della Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici dell’Emilia Romagna  19124 del 22-12-2009
  • Autorizzazione della Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici dell’Emilia Romagna 12588 del 12-08-2010